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Visualizzazione dei post da maggio, 2023

Appuntamento al bar

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Perché ero venuto fin qui? mi chiesi per l’ennesima volta mentre spingevo la porta a vetri del bar. Me l’ero chiesto anche per tutto il percorso dal mio appartamento di scrittore misantropo fino a quel bar di periferia. Non ero abituato ad uscire a quell’ora, le quattro del pomeriggio. Non amavo la luce del giorno e nemmeno la folla che mi passava accanto sfiorandomi. Preferivo uscire di notte, quando le strade erano semideserte e il rumore dei miei passi sul cemento era la mia sola compagnia. In quei momenti, allora, camminare mi trasmetteva un senso di serenità paragonabile solo a quello che provavo scrivendo. Avrei potuto dire di no, rifiutare quell’incontro. In fondo, non gli dovevo niente, non c’era ragione che io e lui ci incontrassimo. Eppure, quando avevo sentito al telefono la sua voce rauca, il suo respiro affannato, non avevo pensato nemmeno per un attimo di dire di no. Avevo sempre saputo che quel momento sarebbe venuto, prima o poi, e per tutti quegli anni, inconsciamente,...

Quel che resta di Pietro

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Nel cestino non c’era niente, soltanto cartacce e vecchi giornali, ma l’uomo non si arrendeva e continuava a cercare, ostinatamente, gettando a terra con stizza tutto quello che non gli serviva, sotto lo sguardo sprezzante dei passanti. Che disprezzassero pure, non gliene fregava niente, lui quel giorno aveva soltanto fame e finalmente, proprio sul fondo del cestino, trovò mezzo panino al salame. Rapidamente l’afferrò e se lo portò alla bocca, ma in quel momento il portone della casa di fronte si aprì e lei apparve. Era bellissima, come sempre, avvolta nella giacca di pelliccia, con una minigonna che le scopriva le lunghe gambe muscolose. Il suo sguardo girò sulla piazza ma niente e nessuno attirava la sua attenzione. E cosa avrebbe potuto attirarla, in fondo? Lei non era una donna qualunque, l’uomo se n’era accorto fin dalla prima volta in cui l’aveva vista, circa un anno prima. Quando lei appariva il mondo cessava di esistere. L’uomo mise il panino nella tasca dell’impermeabile beig...

Ana, l'amica

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  Quando è arrivata ero piegata ad allacciarmi le scarpe, ero quindi all'altezza delle sue gambe. Impossibile non notarle, perché erano troppo sottili anche sotto i pantaloni della tuta. Gambe che sembrava non potessero sorreggere nessuno. Poi ho visto le braccia, sottilissime. E alla fine, nascosta dai capelli, la faccia, con la pelle così fine da sembrare che stesse per essere inghiottita dalle ossa di quello che ormai era molto simile a un teschio.  Ci sono malattie che sono ancora più brutte perché sono inspiegabili . Rannicchiata sul letto, Gaia sfiorò con il dito la foto che aveva appena scattato e sorrise. La allargò per guardarla meglio e sorrise ancora, pensando ai commenti che avrebbero fatto le ragazze del gruppo, le sue amiche. Sentì i passi di sua sorella nel corridoio, poi la porta si aprì, come per una folata di vento, e Greta entrò nella stanza proprio nel momento in cui Gaia premette il pulsante di invio. "Cosa ci fai qui? Non hai mangiato nemmeno il dolce?...

Un matrimonio sbagliato

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Lo guardava camminare lungo il naviglio, avanti e indietro, con la sua ragazza. Un paio di volte lui alzò gli occhi prima che lei tirasse la tenda e il loro sguardo si incrociò. Sì sposarono una decina di anni dopo, in piena guerra. La chiesa non aveva più il tetto e lei indossava un vestito scuro che si era cucita da sola. Ogni tanto le arrivava la voce piagnucolosa di una bambina che si lamentava perché voleva vedere una sposa vestita di bianco. Era un matrimonio sbagliato. Andarono a vivere con i suoceri, altri parenti abitavano accanto. C'era sempre qualcuno a pranzo e a cena. Lui lavorava tutto il giorno, lei si occupava della casa e della cucina. Non erano quasi mai soli, tranne alla sera, nella loro stanza, quando crollavano stanchi. A volte lui usciva a cena e rientrava quando lei era già addormentata. Era un matrimonio sbagliato. Lei guardava il naviglio con le mani appoggiate al parapetto di pietra e le sembrava di veder scorrere la vita. Passarono gli anni, se ne a...